Onlus per la tutela dei soggetti deboli

 

in rosso le regioni dove trovare @uxilia

dove ci puoi trovare

 


 

Home
Chi Siamo
Documenti
Direttivo
Progetti
Convegni
Spettacoli
Libri
Didattica
.....Cooperazione
..SocialNews
.....Malattire Rare
Affidi
Musica
.......Museo Bambini
.....Scrivono di noi
Le Lettere
Amici

 

Come contattarci

@uxilia ONLUS
via Carraria n°99 Cividale del Friuli (UD) -Italy

mail:
info@auxilia.fvg.it

tel. 3476719909

fax. 0432701465

 

Come sostenerci

 

Bollettino 

C/C postale 61925293

 

Bonifico

IBAN:

 IT 15 H  07601 02200 000061925293

 

5 per mille

C.F. 90106360325

 

 

La Provincia di Udine, attraverso il competente Assessorato alle Politiche Sociali, promuove per l’anno 2008 la X edizione della SETTIMANA PROVINCIALE DELLE SOLIDARIETÁ.

 

 

Nell’accogliente contesto del quartiere fieristico di Udine dal 10 al 14 novembre è stato proposto un articolato programma di convegni, workshop e seminari inerenti i temi della solidarietà.

I GIOVANI E I SENTIMENTI

“I Nuovi Eroi”:

testimonianze dal Workshop sul volontariato nella Settimana delle Solidarietà 2008.

E’ la mattina di lunedì 10 novembre, giornata di apertura dell’annuale Settimana delle Solidarietà, importante evento proposto dall’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Udine articolato in workshop, seminari e convegni finalizzati/volti ad offrire al territorio momenti di sensibilizzazione, riflessione ed anche confronto sui contenuti che caratterizzano i diversi volti e bisogni della solidarietà.

La prima giornata, da tempo, è dedicata ai giovani; quest’anno la tematica scelta e presentata ha riguardato il “volontariato”: è stato infatti proposto un workshop dal  titolo “I Nuovi Eroi” cui hanno preso parte in qualità di relatori alcuni fra gli esponenti più significativi delle realtà che operano a livello internazionale. Sono intervenuti Francesca Patrone infermiera volontaria di  Emergency, Massimiliano Fanni Canelles, dirigente medico, presidente di @uxilia (onlus che si dedica alla tutela dei soggetti deboli) e medico volontario in paesi afflitti da guerre e catastrofi naturali, padre Leonardo Battaglia della congregazione dei Missionari Comboniani che opera nel sostegno materiale di progetti di vita nei paesi del sud del mondo ed il Tenente Colonnello Roberto Di Giorgio responsabile per la cooperazione militare e civile dell’Esercito Italiano.

 

Sono le 8.30 e i ragazzi, tantissimi, frequentanti gli istituti superiori della città di Udine arrivano puntuali, educati, con volti sorridenti e puliti pronti ad una nuova mattinata di “lezione”. In realtà nessuna lezione, nessun nozionismo, nessuna cattedraticità, i relatori, con fotografie e filmati a supporto, hanno presentato svariati spaccati di realtà del nostro tempo  caratterizzate quasi esclusivamente da sofferenza, povertà e mancanza di futuro, in netta contrapposizione con la nostra più o meno “reale-realtà” di benessere e privilegi.

 

Hanno presentato i loro volti e le loro mani, hanno raccontato le loro vite di persone normali, di persone comuni, pur non essendolo affatto, prendendo, tutti, le distanze da quel titolo “I Nuovi Eroi” nel quale non si sono riconosciuti, che hanno sentito non appartenergli. Persone semplici, persone dagli occhi grandi, persone dai sorrisi larghi che hanno catturato l’attenzione prima ancora di dire una parola. Persone diverse, alcuni hanno fatto della loro vita una missione altri di missioni di pace il loro lavoro, altri ancora hanno scelto di vivere la propria vita dedicando quanto più tempo possibile ad aiutare chi ha bisogno, incondizionatamente, mossi da un unico sentire, quello della solidarietà, perché convinti che il sostegno reciproco sia l’unico mezzo di sviluppo possibile, perché crescere insieme promuovendo una cultura solidale rende tutti più forti.

Una platea diligente ha guardato attenta, ha ascoltato curiosa ed ha restituito, attraverso educati silenzi, il rispetto dovuto a questi “non eroi” che hanno agito ed agiscono semplicemente perché qualcosa gli “ditta dentro”, perché il bisogno di esserci anche solo per portare un segnale di speranza è più forte di qualsiasi altra cosa e per dirlo con le parole del dottor Fanni Canelles perché “[….] mi sento strano e fuori posto solo quando torno”.

E’ difficile riuscire a tradurre le sensazioni ed il senso della mattinata del 10 novembre attraverso “parole di carta”, è difficile parlare di giovani e sentimenti ed eroi nel momento in cui si presenta a giovani sorridenti, sani e con buone prospettive future, immagini dell’esistenza di altri giovani sempre sorridenti anche se malati, poveri e con scarse prospettive future senza scadere nella retoricità. E’ difficile perché come ci spiega il dott. Fanni Canelles “[…] oggi la confusione nella nostra coscienza è grande, abbiamo bisogno di rimuovere subito la morte, gli stupri, i bambini abbandonati e sfruttati. Questi messaggi vengono scartati in fretta, così come sono venuti senza che possano scalfire il nostro modo di vivere e di pensare […]” 

Certamente in una società costruita sull’immagine certe fotografie non sono decorative, non si intonano con i variopinti mobili IKEA, ma la giovane Alessandra della IIB del Liceo Classico Stellini sostiene che sono necessarie, che  “hanno acceso in molti dei presenti la voglia di fare, anche nel proprio piccolo, del bene. I relatori attraverso i loro racconti hanno catturato l’attenzione dei giovani presenti trasmettendo passione e dedizione per ciò che fanno ed hanno soprattutto aperto gli occhi su molte situazioni geo-politiche spesso dimenticate da quotidiani e telegiornali proprio per la loro drammaticità, che sembrano diventare molto spesso nelle mani dei media solo una noiosa macabra routine”. Continua Alessandra “Quando ci si imbatte in verità tanto amare è impossibile non ripensare un attimo anche alle cose più banali e sentirsi fortunati ma anche in dovere di fare qualche cosa. Ognuno dei presenti è tornato a casa arricchito o perlomeno con in testa qualche cosa su cui riflettere andando oltre i problemi che assillano la mera quotidianità o il proprio orizzonte personale. Perché, al contrario di quello che spesso si crede, molti giovani coltivano ideali e valori e non rimangono indifferenti di fronte a problematiche così importanti e vissuti di tanti uomini e donne che con coraggio cercano, lontani dalle luci della ribalta, di costruire un mondo migliore, fatto di relazioni umane vere”.

Alla voce di Alessandra si sono unite quelle di altri ragazzi, che rifiutano la generalizzazione fatta sul conto dei giovani e della loro “indifferenza” a ciò che gli accade attorno: Piergiorgio della 5H dell’Istituto D’Arte Sello: “…io ho sentimenti ed ideali ma vedo che tanti miei coetanei non ne hanno e capisco che è questa società che produce delle spaccature …. bisogna collaborare ed aiutarsi, combattere assieme senza dividerci”. Meno ottimista David sempre 5H I.A.Sello che riconosce attorno a se una società cinica e superficiale lamentando l’assenza degli adulti “guida e riferimento” delle nuove generazioni: “il problema più grosso è che nessun valore viene realmente approfondito, tutto si limita ad una serie di luoghi comuni sia d’immagine che di contenuti, manca la volontà di impegnarsi e di fare fatica, è più comodo farsi travolgere da mode ed ideologie di passaggio […] soffriamo e gioiamo molto senza soffrire e gioire veramente: come gli ideali anche i sentimenti si fondano su parvenze esteriori e quindi con questi presupposti difficilmente si costruiscono rapporti umani profondi.

Le nuove generazioni avrebbero i mezzi per crescere, quello che manca è la guida …. I “grandi” di riferimento dove sono?”, oppure Elisabetta sempre 5H “forse molti ragazzi non hanno valori o sentimenti perché è troppo faticoso anche semplicemente dimostrarli … si preferisce arrivare alle cose in modo semplice veloce e senza fatica”. Per Valentina 4G I.A.Sello “ noi giovani siamo molto indifferenti, per noi la nostra vita è molto più importante di quella altrui. Quando ci penso mi sento impotente perché penso che cambiare questo modo di pensare sia abbastanza complicato. Quindi prima di cercare di migliorare la società, cercherei di migliorare me stessa, impegnandomi ancora di più in servizi di volontariato per la mia comunità”. E ancora Elisa, Elisabetta, Giulia, Sara C., Sara D.S., Alessia, Angelica, Jessica dell’I.A.Sello testimoniano la fiducia nella loro generazione e curiosità verso realtà catastrofiche così distanti eppure così vicine ….. e rabbia e tristezza e vergogna perché come dice Giulia 5H I.A. Sello “[…] ho capito che molte di queste orribili guerre potrebbero essere evitate se solo i potenti del mondo lo volessero e non fossero concentrati sugli interessi economici che solo i conflitti producono così massicciamente”.

Sono tante le testimonianze che i ragazzi intervenuti all’evento ci hanno regalato, impossibile in questo contesto riportarle tutte di certo è possibile una considerazione su quanto hanno riportato i ragazzi che combacia con il pensiero di Elisabetta Patrone: “ ho molta fiducia nei giovani e nelle loro potenzialità, hanno valori e sentimenti diversi dai nostri ma li hanno e vanno guidati nell’esprimere queste virtualità, vanno aiutati a comprendere gli altri, vanno sostenuti nei momenti di difficoltà, sottolineando però che questi momenti fanno comunque crescere e rendono forti nel corso della vita”.

Quando ai ragazzi è stato chiesto chi fossero per loro i “nuovi eroi” una voce quasi unanime ha risposto “Federica, Massimiliano, Leonardo, Roberto, persone normali, comuni che si distinguono per coraggio ed altruismo e che, proprio per questi aspetti sono persone fuori dal comune, quasi degli eroi, che aiutano gente bisognosa la quale non potrà mai ripagarli se non con il proprio sorriso … persone che oggi facendo qualche cosa di normale fanno qualche cosa di straordinario”.

In conclusione un doveroso ringraziamento ai relatori per il messaggio che hanno umilmente e semplicemente lanciato e a tutti i ragazzi che hanno partecipato al workshop per averlo saputo e voluto ricevere nonché ai loro insegnati per crederci ancora.