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Tutti noi negli ultimi anni siamo stati spettatori della
crescita e diffusione capillare di prodotti elettronici ai quali
pochi di noi oggi vorrebbero rinunciare. Il telefono cellulare,
il navigatore satellitare, il forno a microonde, il personal
computer ma anche la macchina fotografica e telecamera digitale
e la stessa internet sono strumenti ormai considerati
indispensabili. L'uso dei computer, dei videogiochi e di
internet - ormai considerata l’enciclopedia per eccellenza,
l’oracolo a cui tutti noi ci appelliamo per ricevere
informazioni e risposte- sono sempre più frequentemente visti
come utili integrazioni dell'attività didattica e
dell'educazione. L'utilizzo di
simulazioni digitali viene
adottato con enorme successo per condurre esercitazioni con le
stesse caratteristiche delle operazioni reali senza però lo
svantaggio dei rischi ad esse correlate.
Massimiliano Fanni Canelles
Marisa Mammano
Francesco Milanese
L’elettronica e i sistemi digitali stanno però modificando il
significato del tempo e dello spazio e dell’interazione sociale.
Diventa allora sempre più urgente e necessario acquisire
conoscenza e sviluppare uno spirito critico al fine di un uso
consapevole di questi strumenti. Secondo i dati messi in
evidenza dall’ottavo Rapporto Nazionale sulla Condizione
dell’Infanzia e dell’Adolescenza, presentato a novembre 2007,
dopo i bambini scomparsi e il bullismo l’emergenza a cui la
nostra società è tenuta a far fronte è proprio l’eccessiva
dipendenza – in molti casi potremmo definirla ossessione -
che i ragazzi hanno nei confronti delle nuove tecnologie.
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Un adolescente su tre trascorre più di 4 ore al giorno al
cellulare, mentre un bambino su 10 occupa lo stesso tempo
davanti alla televisione. Ma non solo, i nuovi ragazzi
“digitali” scambiano sms, ascoltano l’ipod, e contemporaneamente
lavorano al computer con “finestre” skype aperte in
videochiamata o in modalità chatting, oppure con videogiochi
interattivi o con video e discussion groups. Una multimedialità
che disorienta solo a leggerla. A causa di questa
progressiva fusione fra vita biologica e digitale i giovani si
avvicinano sempre prima e sempre più intensamente ad uno spazio,
diverso dal mondo fisico, che mette in comunicazione gli esseri
umani: il cyberspazio, una realtà di frontiera tra la realtà e
il pensiero.
SecondLife , videogiochi,
simulazioni digitali, non sono quindi che embrioni della vita
elettronica (virtuale) in cui i nostri figli e nipoti dovranno
necessariamente confrontarsi ed interagire, una realtà in cui la
demarcazione fra biologico e digitale sarà sempre più sottile
fino a quando sarà difficile distinguerne la differenza.
Un mondo di cui non dobbiamo negare l’esistenza ma nel quale
dobbiamo entrare prima possibile per porre regole precise, per
analizzare le relazioni che si stabiliscono tra le persone che
lo utilizzano, ma anche per studiare gli aspetti di rischio,
d’illegalità, di violenza e le forme di dipendenza legate ai
fallimenti della vita reale. L’uomo da sempre ha creato, grazie
al suo ingegno, gli strumenti necessari ad agevolare la propria
vita, oggetti che hanno avuto contemporaneamente utilizzi leciti
ed illeciti, dannosi ed utili. Oggi dobbiamo fare in modo che i
nuovi strumenti che abbiamo a disposizione non annebbino la
nostra intelligenza e soprattutto che ci permettano di mantenere
la nostra coscienza.
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