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ASSOCIAZIONE MOGLI MEDICI ITALIANI SEZIONE DI TRIESTE


TEMA NAZIONALE 2008


Tavola rotonda:

“TELEVISIONE E COMPUTER LADRI DI TEMPO E DI SALUTE PER ADULTI E BAMBINI” (demolizione delle relazioni personali)

 INAUGURAZIONE DELL’ANNO SOCIALE AMMI 2008-2009

Venerdì 24 ottobre 2008 ore 16   Sala Conferenze Ordine dei Medici ed Odontoiatri  Piazza Goldoni 10, Trieste

CON IL PATROCINIO DELL’ORDINE DEI MEDICI TRIESTE

leggi cosa ha scritto la stampa

programma:

Saluti e introduzione del tema

Dott.ssa Maria Cristina Longo,  Presidente AMMI Trieste

Prof. Mauro Melato,  Presidente OMCEO Trieste

Prof. Francesco Milanese "Televisione e Genitori: 2 a 0! Ma è proprio così?:  come cambia l'educazione nella società dei media"


Dott. Massimiliano Fanni Canelles, Ragazzi digitali: pre-visioni comunicative


Modera:  Dott.ssa Marisa Mammano

 

Era il 1969 quando quattro grandi università americane che partecipavano a progetti di ricerca a scopo militare misero in rete i loro calcolatori formando la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA). Sei anni dopo DARPAnet venne demilitarizzata e diventò la madre della moderna Internet. Da allora l’evoluzione di sistemi informatici è stata esponenziale sia per quanto riguarda la tecnologia hardware che software che di rete. Nel primi giorni dell’anno 2002 un articolo sulla rivista “Nature” rivelava che un gruppo di scienziati era riuscito a costruire il primo calcolatore quantico con molecole composte di sette atomi. Un tale sistema potrà eseguire calcoli che un computer di oggi richiederebbe miliardi di anni. E’ facile intuire quindi che il futuro ci prospetta generazioni sempre più legate e dipendenti dalla tecnologia e dalla realtà virtuale a questa collegata.

 

 

Tutti noi negli ultimi anni siamo stati spettatori della crescita e diffusione capillare di prodotti elettronici ai quali pochi di noi oggi vorrebbero rinunciare. Il telefono cellulare, il navigatore satellitare, il forno a microonde, il personal computer ma anche la macchina fotografica e telecamera digitale e la stessa internet sono strumenti ormai considerati indispensabili. L'uso dei computer, dei videogiochi e di internet - ormai considerata l’enciclopedia per eccellenza, l’oracolo a cui tutti noi ci appelliamo per ricevere informazioni e risposte- sono sempre più frequentemente visti come utili integrazioni dell'attività didattica e dell'educazione. L'utilizzo di simulazioni digitali viene adottato con enorme successo per condurre esercitazioni con le stesse caratteristiche delle operazioni reali senza però lo svantaggio dei rischi ad esse correlate.

 

 

 

Massimiliano Fanni Canelles                     Marisa Mammano                 Francesco Milanese

 

 

L’elettronica e i sistemi digitali stanno però modificando il significato del tempo e dello spazio e dell’interazione sociale. Diventa allora sempre più urgente e necessario acquisire conoscenza e sviluppare uno spirito critico al fine di un uso consapevole di questi strumenti. Secondo i dati messi in evidenza dall’ottavo Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza, presentato a novembre 2007, dopo i bambini scomparsi e il bullismo l’emergenza a cui la nostra società è tenuta a far fronte è proprio l’eccessiva dipendenza – in molti casi potremmo definirla ossessione - che i ragazzi hanno nei confronti delle nuove tecnologie.

   

 

Un adolescente su tre trascorre più di 4 ore al giorno al cellulare, mentre un bambino su 10 occupa lo stesso tempo davanti alla televisione. Ma non solo, i nuovi ragazzi “digitali” scambiano sms, ascoltano l’ipod, e contemporaneamente lavorano al computer con “finestre” skype aperte in videochiamata o in modalità chatting, oppure con videogiochi interattivi o con video e discussion groups. Una multimedialità che disorienta solo a leggerla.  A causa di questa progressiva fusione fra vita biologica e digitale i giovani si avvicinano sempre prima e sempre più intensamente ad uno spazio, diverso dal mondo fisico, che mette in comunicazione gli esseri umani: il cyberspazio, una realtà di frontiera tra la realtà e il pensiero. SecondLife , videogiochi, simulazioni digitali, non sono quindi che embrioni della vita elettronica (virtuale) in cui i nostri figli e nipoti dovranno necessariamente confrontarsi ed interagire, una realtà in cui la demarcazione fra biologico e digitale sarà sempre più sottile fino a quando sarà difficile distinguerne la differenza.

 

 

Un mondo di cui non dobbiamo negare l’esistenza ma nel quale dobbiamo entrare prima possibile per porre regole precise, per analizzare le relazioni che si stabiliscono tra le persone che lo utilizzano, ma anche per studiare gli aspetti di rischio, d’illegalità, di violenza e le forme di dipendenza legate ai fallimenti della vita reale. L’uomo da sempre ha creato, grazie al suo ingegno, gli strumenti necessari ad agevolare la propria vita, oggetti che hanno avuto contemporaneamente utilizzi leciti ed illeciti, dannosi ed utili. Oggi dobbiamo fare in modo che i nuovi strumenti che abbiamo a disposizione non annebbino la nostra intelligenza e soprattutto che ci permettano di mantenere la nostra coscienza.