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CORSO RIVOLTO AGLI OPERATORI INTERESSATI AD ELEMENTI DI BASE DI ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE Prima lezione NOZIONI DI BASE SULLA FINANZA Durata della lezione 2 ore La Finanza studia i processi con cui individui, imprese, enti, organizzazioni e stati gestiscono i flussi monetari nel tempo; si occupa degli strumenti finanziari attraverso i quali si verificano gli scambi di flussi di denaro tra individui, imprese e Stati e si interessa, inoltre, dei mercati sui quali questi strumenti finanziari vengono negoziati. · Finanza personale (risparmio, investimento, indebitamento; gestione e valutazione degli investimenti). · Finanza aziendale (Preventivo del flusso di cassa, gestione del capitale circolante netto; analisi del rischio; fondi; politica dei dividendi). · Finanza pubblica (ricerca e impiego di risorse finanziarie da parte della pubblica amministrazione). · Finanza internazionale (flussi di denaro scambiati tra paesi). Seconda lezione MODELLI DI ORGANIZZAZIONE AZIENDALE Durata della lezione 2 ore I modelli manageriali cominciano con la ricerca della missione e della visione dell’organizzazione. · Contesto globale dell’azienda/organizzazione · Identità dell’azienda/organizzazione e suo ruolo rispetto alla società locale e globale. · Comprendere la portata della propria attività imprenditoriale/ organizzazionale. Terza lezione LA FIGURA DELL’IMPRENDITORE Durata della lezione 2 ore L’imprenditore di oggi è la persona che crea l’unità tra realtà, persone e fatti molto diversi tra loro. Normalmente la complessità è sempre stata un “problema”, che si è cercato di ridurre il più possibile attraverso il principio esclusivo della gerarchizzazione. Attualmente, non si tratta di evitare la complessità, ma di “accoglierla” perché solo in essa è possibile trovare soluzioni profonde e nuove a problemi spesso mascherati e confusi. Per risultare vincenti, bisogna dimostrare che grazie all’attività imprenditoriale/organizzazionale è stato creato e aggiunto “valore”.
· Creazione del valore economico (massimizzazione del ritorno dell’investimento degli azionisti; soddisfazione economica degli altri gruppi con interessi “economici”, come i clienti, i fornitori, i concorrenti, lo Stato, ecc). · Creazione del valore ecologico (eco-bilancio dell’azienda/organizzazione; analisi del ciclo di vita dei prodotti e dei servizi. Strumenti di aiuto: software specializzato e schemi di riferimento per sistemi di amministrazione ambientale). · Dimensione sociale (la teoria amministrativa attuale non dispone ancora di sistemi per la valutazione dell’aggiunta di un “valore sociale” delle attività imprenditoriali. Allo stesso tempo la creazione di “valore sociale” è diventata lo scopo di enti non governativi. Per provare l’aggiunta di “valore sociale” sono necessari approcci più complessi rispetto al semplice appoggio finanziario. Bisogna considerare altri livelli dell’organizzazione della vita sociale e per ogni livello considerare, accanto ai valori tangibili anche quelli intangibili). Quarta lezione ELEMENTI FONDAMENTALI DELLA STRUTTURA ORGANIZZATIVA Durata della lezione 2 ore La struttura organizzativa individua i rapporti di dipendenza formale tra dipendenti e managers, compresi il numero di livelli gerarchici e lo span of control (ambito di controllo) di manager e supervisori; esprime un dato numero di rapporti gerarchici; indica le modalità del controllo dell’organizzazione; comprende la progettazione di sistemi che assicurino la comunicazione efficace tra le unità organizzative e la soluzione del mismatch (discordanza) tra obiettivi e risultati; è espressa attraverso rappresentazioni visive di un intero sistema di attività e processi fondamentali dell’organizzazione.
L’organizzazione, quale sistema nervoso della società, deve fornire un flusso di informazioni sia verticale sia orizzontale per raggiungere gli obiettivi generali del management. I collegamenti verticali sono progettati principalmente per il controllo, i collegamenti orizzontali per l’attività operativa. Le organizzazioni possono scegliere se orientarsi verso una organizzazione che enfatizza la comunicazione e il controllo verticali oppure verso la c.d. learning organization, che enfatizza il coordinamento orizzontale.
· Sistemi informativi verticali (strategia per incrementare l’ampiezza del flusso dell’informazione verticale; report periodici, informazioni scritte, comunicazioni interne). Ø Trasferimento gerarchico (la gerarchia è il principale meccanismo verticale. Se emerge un problema che i dipendenti non sanno risolvere, esso può essere riportato verso l’alto al livello gerarchico più elevato. Quando il problema è risolto, la risposta viene ritrasmessa ai livelli inferiori). Ø Regole (costituiscono una fonte informativa omogenea che permette ai dipendenti di essere coordinati senza dover comunicare per ogni lavoro da svolgere. Il budget). · Collegamenti orizzontali Ø Sistemi informativi (consentono ai dirigenti e ai lavoratori di tutta l’organizzazione di scambiarsi costantemente informazioni su problemi, opportunità, attività o decisioni). Ø Contatto diretto (responsabilità di comunicare e raggiungere un coordinamento con un’altra unità. Si trova spesso tra le funzioni di progettazione e produzione, poiché la progettazione deve elaborare e testare i prodotti per adattarsi alle limitazioni poste dalle strutture produttive). Ø Task force (comitato temporaneo composto da rappresentanti di ogni unità interessata ad un problema vitale. Ogni membro rappresenta l’interesse della propria unità e può riportare a tale unità le informazioni via via acquisite). Ø Multicoordinamento (può essere responsabile di un progetto di innovazione o cambiamento, come lo sviluppo del progetto, il finanziamento e il marketing di un nuovo prodotto. Ricopre un ruolo di confine tra le unità organizzative e deve essere in possesso di eccellenti capacità relazionali. Firm manager). Quinta lezione LA PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA Durata della lezione 2 ore · Attività di lavoro necessarie (le unità organizzative sono create al fine di svolgere compiti considerati strategicamente importanti per l’azienda). · Relazioni di reporting (una volta definite le attività di lavoro e le unità organizzative necessarie, si tratta di definire il modo in cui tali attività e unità debbano inserirsi all’interno della gerarchia organizzativa. Le relazioni di reporting vengono rappresentate in un organigramma da linee verticali). · Raggruppamento delle attività (raggruppamento funzionale. Raggruppamento divisionale. Raggruppamento circolare. Raggruppamento orizzontale).
Il corso prevede un numero minimo di 10 partecipanti. A fine corso ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di frequenza. |
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