L’hacker Ghioni racconta come navigare sicuri in rete: occhi aperti e buon senso
L’ex responsabile della sicurezza informatica Telecom è noto al grande pubblico
per il caso intercettazioni
Vive soprattutto di notte, solitario, in luoghi remoti, nascosti e soprattutto
in ”guerra con i propri simili”. Sembra la descrizione classica di un vampiro ma
è piuttosto l’identikit dell’hacker (il pirata informatico), immagine che Fabio
Ghioni, scrittore, conferenziere, massimo esperto della sicurezza, lui che della
stirpe appare tra i sovrani al mondo, fornisce in un capitolo del suo ultimo
libro, ”Hacker Repubblic” (Ed. Sperling&Kupfer), testo già divenuto culto,
tavola dei moderni
comandamenti per non cadere in tentazione nel mondo della rete. Il profeta ha
fatto scalo anche a Trieste. Lo ha fatto in carne, magliette e felpe (quelle da
lui stesso griffate), rispondendo lo scorso venerdì all’appello della
Associazione @uxilia Onlus e da Socialnews, per un incontro moderato dal
giornalista Fausto Biloslavo, organizzato alla libreria Minerva.
Il ”vampiro” Ghioni non fa paura, anzi. Predica l’attenzione, cerca di svegliare
le coscienze e soprattutto, senza soluzioni troppo tecnicistiche, cerca di
regalare semplici istruzioni per l’uso di internet e dintorni.
A volte i toni sembrano romanzati, a base di riferimenti al terrorismo, allo
spionaggio e allo scibile della criminalità. Aneddoti che appaiono inoltre
estrapolati da saghe di fantascienza ma che alla fine riconducono le
problematiche sollevate da Fabio Ghioni verso un puro estratto del quotidiano,
quello che esiste senza apparire: «La questione si lega anche a questa
considerazione, ovvero se il fenomeno non si palesa, sembra non esista. Non è
purtroppo così», ha affermato Fabio Ghioni nel corso della affollata conferenza.
«Ci sono oscurità sottostanti e non è certo a causa degli hacker che molte
persone vengono violate nel loro patrimonio individuale».
Toni limpidi quelli di Ghioni, conduzione agile quella di Biloslavo, quasi a
voler stemperare alcuni indecifrabili quesiti del pubblico. L’autore di ”Hacker
Repubblic” non si è inoltre sottratto a una succinta analisi delle sue
disavventure legali, legate ai trascorsi in carcere quando, in veste di
responsabile della Sicurezza informatica di Telecom Italia venne coinvolto nelle
”incursioni” nella rete del Corriere della Sera, nei rapporti con il Sismi e nel
caso del sequestro di Abu Omar, l’Iman di Milano: «Da quelle vicende ne sono
uscito bene, tutto risolto – ha spiegato Ghioni – per me è stata una lezione di
vita, mi sono causato da solo certi problemi. Di certo non porto rancore a
nessuno».
Fabio Ghioni archivia il files e accentua i messaggi solari, non virtuali. Una
parte dei proventi del libro andrà in beneficenza e sarà lui stesso la guida di
alcuni volontari di Socialnews, realtà triestina curata dal medico Massimiliano
Fanni Canelles impegnata nella sensibilizzazione nelle scuole sui pericoli
gravitanti in rete. Il vero antivirus? il buon senso, anzi: «Aprire gli occhi –
ha sentenziato Ghioni – e realizzare il vero mondo che ci circonda».