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Recita Teatrale sulla Dichiarazione dei diritti del fanciullo

Scuola Primaria di Lestizza (UD)

Sabato 30 maggio presso l'Auditorium comunale in via Delle Scuole

 

50 anni fa, precisamente il 20 novembre 1959, l'organizzazione delle Nazioni Unite promulgava  la “Dichiarazione dei diritti del fanciullo”.

Dopo vari anni di lavoro, il 20 novembre 1989, l'ONU ha approvato la “Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia”. Numerosi paesi hanno aderito alla Convenzione, garantendo l'impegno del loro governo e dei loro cittadini a proteggere i fanciulli da 0 a 18 anni.

Siccome tutti gli adulti e i bambini dovrebbero conoscere la Convenzione, capirne il grande valore e e promuoverne la diffusione ed osservanza in tutto il mondo anche noi ragazzi di quarte e quinte della scuola primaria di Lestizza, durante l'anno abbiamo trattato questa tematica, allo scopo di prendere coscienza che siamo a tutti gli effetti “cittadini del mondo” Ci siamo anche resi conto che molti fanciulli nei paesi vicini e lontani vengono considerati già adulti senza avere il diritto di decidere del proprio avvenire e di vivere la propria infanzia. Noi diciamo “basta!” questi bambini non hanno solo bisogno di compassione, necessitano di una protezione vera.

Il lavoro teatrale che abbiamo allestito, nasce dalla lettura di una storia dal titolo “quasi Francesca” la protagonista è una “quasi bambina” che si chiama Fra: veramente il suo nome sarebbe Francesca, ma siccome è una quasi bambina, ha un quasi nome. Fra vive in una “quasi casa”, perché non è solo la sua casa, ma un posto dove vivono tanti altri bambini. Fra ha una quasi mamma, perché non la può vedere molto spesso, e un quasi papà,  perché non lo vede proprio da tanto tempo.

Le hanno detto che il suo quasi papà vive in un quasi posto da cui non si può allontanare, ma forse un giorno tornerà. Nella sua quasi casa, c'è un quasi bagno e un quasi rubinetto dell'acqua che devono bastare per tutti. C'è un quasi letto che è una stuoia stesa sul pavimento. Fra va in una quasi scuola, nel senso che non ci va tutti i giorni perché certe volte deve lavorare. Quando ci va, ha un quasi astuccio che è una matita legata al collo con una cordicella e un quasi quaderno perché scrive per terra sulla sabbia con un bastoncino e, quando ha finito i suoi quasi compiti, cancella tutto perché quel quasi quaderno lo possa usare un altro quasi bambino.

Fra ha dei quasi giochi: sono dei vecchi giochi che sono stati di altri bambini, ma ha anche un quasi pallone fatto di stracci che spesso si sfascia e che bisogna ricostruire di nuovo.  Gioca con i suoi amici in un quasi campo da calcio, che è una strada, e certe volte bisogna interrompersi perché passano le macchine. A volte fa anche altri quasi giochi come quello dei fantasmi, che è molto facile perché non serve niente. Basta che nessuno ti guardi, ma questo le accade di solito tutti i giorni, anche se è in mezzo alla gente. Certe volte anche Fra si ammala. Allora va dal quasi dottore, che c'è solo poche volte, e anche quando c'è, c'è anche una fila lunga lunga per farsi curare. Nel quasi ambulatorio ci sono anche alcune quasi medicine, altre no e allora bisogna avere la malattia giusta, quella per cui ci sono le quasi medicine.

A questo punto abbiamo deciso di cambiare questa storia facendo capire che anche Fra ha dei sogni tutti interi: sogna una casa, una mamma e un papà nella casa, una scuola con una maestra o anche due, un astuccio e un quaderno, magari anche dei colori e dei libri, e dei giocattoli. Queste cose le sogna tutte, anche per i suoi fratelli. Fra sogna di diventare una bambina tutta intera, quando avrà finito di essere una quasi bambina: tutti i bambini sono nati per essere bambini e non quasi bambini. Quando Fra diventerà una bambina senza quasi, allora anche noi potremo dire di essere degli uomini senza quasi.

All'interno del lavoro si evidenzia la differenza tra i diritti fondamentali e quelli che sono capricci conseguenti ad un eccessivo benessere proprio della società del nostro tempo. La rappresentazione si avvale anche di una parte musicale: alcune canzoni sono tratte dallo Zecchino d'oro, altre sono create ad hoc da persone che hanno collaborato alla riuscita del lavoro.

Abbiamo chiesto l'intervento del dottor Massimiliano Fanni Canelles come persona molto impegnata a livello nazionale ed internazionale, promotore di varie iniziative nel sociale e nella difesa dei diritti dei bambini.

Siamo soddisfatti di aver affrontato questo argomento che ci ha dato l'opportunità di imparare l'importanza del rispetto e della tutela del nostro prossimo, perché così possiamo sperare di diventare uomini e donne che promuovono il bene comune nella consapevolezza che i diritti degli altri sono un nostro dovere.

Gli alunni delle quarte e quinte della Scuola Primaria di Lestizza – UD.

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