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ROMA 3 - 5 DICEMBRE 2009
AUDITORIUM DEL MASSIMO - CONGRESS CENTER
Via Massimiliano Massimo, 1 • 00144 Roma EUR
 
Nei giorni 3, 4 e 5 dicembre si è tenuto il Convegno Virtutes Agendae – Idee per la Gioventù, primo convegno nazionale del Modavi

 Idee per la Gioventù – Commissione Giovani e Volontariato

Dal 3 al 5 dicembre 2009 presso l’Auditorium del Massimo di Roma (Via Massimiliano Massimo, 1), si è svolta la prima edizione di Virtutes Agendae organizzata dal  Mo.d.a.v.i. Onlus (Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano) in collaborazione con ANCI – Giovani, con il contributo dell’Agenzia Nazionale Giovani, con il patrocinio del Municipio Roma XII EUR, e con la partecipazione di centinaia di Associazioni di volontariato e del Terzo Settore italiano.

"Virtutes Agendae" è un appuntamento annuale che ha l’obiettivo di creare un’occasione di incontro per discutere e confrontarsi – tramite classici workshop e momentidi approfondimento – sui principali temi legati al sociale, alla cooperazione e al volontariato. Con il contributo di esperti del settore,uomini di cultura e politici si è cercato di comprendere e condividere le ragioni profonde di alcuni di questi fenomeni al fine di approntare le politiche più valide ed efficaci per migliorare i livelli di intervento oper prevenire ed arginare situazioni di rischio.

La rassegna si è articolata in tre giornate: la sessione plenaria conclusiva su tematiche inerenti le politicheè stata preparata da incontri di approfondimento specifici, e sessioni multiple che, pur focalizzando il centro dell’attenzione sui giovani, hanno approfondito argomenti di diverso genere: volontariato, dipendenze patologiche, famiglia, partecipazione attiva.

L’attuale fase di criticità economica, sociale e politica nel panorama nazionale raggiunge ed influenza anche il settore del Volontariato e del Terzo Settore. Fattore determinante di tale crisi non è solo la recessione economica, che colpisce tutte le nazioni indistintamente, ma anche una perdita e un’assenza di valori e di riferimenti nelle nuove generazioni, che ha portato inevitabilmente all’allontanamento dei giovani dalla partecipazione attiva alla vita politica e sociale del nostro Paese. La vita politica viene sempre più vista come luogo di potere per interessi privati, non più come gestione della res publica e servizio alla comunità, determinando una “disaffezione” dei giovani.

inizio dei lavori con Irma Casula, Presidente del Modavi Onlus

L’impegno nel sociale è sempre più posto in secondo piano: tale fenomeno è in parte imputabile alle forme di flessibilizzazione del lavoro, che in realtà incidono significativamente sugli orizzonti esistenziali del mondo giovanile. La precarietà impedisce o limita fortemente i progetti di vita sotto tutti i profili: anche la dimensione della partecipazione sociale ne viene fortemente ridotta o addirittura esclusa dall’orizzonte esistenziale dei giovani, nonostante ci sia la volontà di tanti ragazzi, dimostrata come nel caso del terremoto in Abruzzo dello scorso aprile, di aiutare il prossimo come un membro della propria famiglia.

Massimiliano Fanni Canelles modera la sezione con il SS. On. Carlo Giovanardi, il SS. On. Eugenia Rocella, On Marco Scurria

A tale quadro dobbiamo aggiungere che il volontariato si è fatto trovare spesso debole, disorganizzato, frammentato, incapace di una rappresentanza unitaria di fronte a queste sfide, che lo chiamavano ad un ruolo da protagonista delle politiche territoriali e potevano riconoscerlo forza vitale di cambiamento, nonostante negli ultimi 20 anni tale settore abbia avuto in Italia un’evoluzione esponenziale, con una prolificazione incredibile di forme e figure diverse, con una parallela stratificazione normativa, che però risulta assolutamente insufficiente a normare, regolare e gestire tale ambito. Ad oggi sono solamente due le leggi nazionali in ambito del Terso Settore:

- la legge n. 266 del 1991, che disciplina e regolamenta le organizzazioni di volontariato,

- la legge n. 383 del 2000, che norma le associazioni di promozione sociale.

L’anno europeo del volontariato può segnare un importantissimo appuntamento per il Terzo Settore italiano, poiché può divenire un’occasione di altissimo rilievo per poter accelerare quei processi di riforma che dal 1991 ad oggi si sono avvicendati, senza però mai giungere ad una legge quadro nazionale sul mondo del volontariato. Manca, infatti, una reale pratica di lavoro di rete e di politiche integrate che richiederebbero, come prerequisito fondamentale, la capacità di accogliere, apprezzare e mantenere all’interno di un quadro condiviso di principi comuni, le identità dei soggetti coinvolti per evitare confusioni e strumentalizzazioni, che si sviluppi insieme al pieno riconoscimento da parte dell’ordinamento normativo delle istanze di partecipazione dei cittadini e delle loro rappresentanze e all’aumento di visibilità e di sviluppo dei diversi soggetti del Terzo Settore.

 

 

Al Quirinale la riunione dei rappresentanti del volontariato italiano alla presenza del  Presidente Napolitano

 

"L'opera di volontariato giova a chi la riceve e arricchisce anche chi la svolge. Il volontariato può dunque considerarsi come attività sociale meritevole di protezione costituzionale, sia dal punto di vista delle modalità del suo esercizio, sia per il suo specifico contenuto". Lo ha affermato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della celebrazione al Quirinale della Giornata del volontariato. "E convinciamoci noi tutti - ha concluso il Presidente - che il volontariato non è un ambito accessorio della nostra convivenza, ma ne è linfa vitale, e costituisce aggiungo un elemento distintivo della qualità della nostra democrazia e del nostro vivere sociale".

 

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